matteo bussola

Martedì 7 luglio 2026

ore 18:30

Villa Fabbricotti

Matteo Bussola

Il sole nelle pozzanghere

Einaudi
Dialoga con Giulia Bellaveglia, Elaide Garufi

Il libro

Ogni oggetto custodisce una storia. Ci ha visti amare, piangere, stringerci a qualcuno, restare soli. Gli oggetti che ci sono appartenuti sanno chi siamo stati o chi siamo, e se potessero parlare racconterebbero la verità su di noi. Forse per questo, a volte, ce ne sbarazziamo. Ma c’è un signore capace di ascoltarli. Di sentire, nella loro voce, il concerto del mondo. È lui il protagonista di questo romanzo.

Delicato e struggente, Il sole nelle pozzanghere racconta il nostro bisogno di legami, il bisogno che ognuno di noi ha degli altri per restare vivo.

«Il signor Pi, in effetti, non aggiusta quasi nulla. Dice che sistemare tutto è un modo elegante per far tacere il passato. Al massimo pulisce, spolvera, accomoda, riporta alla luce. Come si fa con i ricordi quando smettono di far male. La gente del quartiere lo chiama “il vecchio delle cose rotte”. Ma sanno che lui, in realtà, ripara persone».

Il signor Pi apre sempre alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in punto, perché dice che le cose importanti hanno bisogno di qualche minuto di ritardo per farsi desiderare. Il suo negozio sta in una via piccola, laterale, e sull’insegna c’è scritto solo «Rigattiere». Il mestiere del signor Pi è recuperare oggetti usati, rotti o difettosi, per rimetterli in circolo: e sí, per lui è una cosa importante. Perché sa che ciascuno di questi oggetti porta con sé un carico affettivo, la traccia delle famiglie, delle stanze in cui ha vissuto, delle relazioni cui ha partecipato, come dono, scenario, o come semplice testimone: cucine, orologi, cartelle, chitarre, orecchini… Sa che questi oggetti contengono sogni, desideri realizzati oppure no, amori finiti, parenti perduti, una memoria che non si può cancellare. Sa che, in fondo, tutti siamo «la storia abbandonata di qualcun altro». Quando tocca quelle cose, al signor Pi sembra di sentire la storia che racchiudono. Ed ecco che in questo romanzo fiabesco; eppure, pieno di vita vera – pieno di tutte le nostre vite, che leggendo riconosciamo – si dipana un universo variegato di voci e personaggi, che davanti al suo bancone si incrociano, intrecciandosi. Il negozio diventa cosí un luogo per le seconde occasioni. Non soltanto per gli oggetti, ma anche per coloro che, con i propri rimpianti e ferite, lo frequentano. Compreso il signor Pi.

L'autore

MATTEO BUSSOLA, nato a Verona è scrittore, fumettista, architetto, speaker radiofonico. Ha disegnato e sceneggiato per Aurea Editoriale (Detective Dante, Unità Speciale), Star Comics (Factor V, Davvero, Bacteria), Sergio Bonelli Editore (Adam Wild), Humanoïdes Associés, Soleil, Feltrinelli Comics. Come scrittore ha pubblicato molti libri, tutti best seller tradotti in molti Paesi: Notti in bianco, baci a colazione (Einaudi, 2016), diventato anche un film per il grande schermo, Sono puri i loro sogni. Lettera a noi genitori sulla scuola (Einaudi, 2017), La vita fino a te (Einaudi, 2018), L’invenzione di noi due (Einaudi, 2020), diventato a sua volta un film per il cinema, il libro illustrato per ragazze e ragazzi Viola e il Blu (Salani, 2021), Il tempo di tornare a casa (Einaudi, 2021), Il rosmarino non capisce l’inverno (Einaudi, 2022), Mezzamela (Salani, 2023), Un buon posto in cui fermarsi (Einaudi, 2023), La neve in fondo al mare (Einaudi, 2024), Il talento della rondine (Salani, 2025), La luce degli incendi a dicembre (Einaudi, 2025) e il recente Il sole nelle pozzanghere (Einaudi, 2026).

È da sempre un grande appassionato di manga e di anime e dal 2023 è al lavoro sulla sua nuova serie shōjo Zeroventi (Einaudi Stile Libero Manga), insieme a Emilio Pilliu. Ha condotto per sette anni, su Radio 24, assieme a Federico Taddia, la trasmissione i Padrieterni, sul ruolo dei nuovi padri. Oggi conduce, sulla stessa radio e sempre insieme a Taddia, la trasmissione “Non mi capisci”, dedicata al mondo delle nuove generazioni. Da ottobre 2024 a maggio 2025 ha insegnato scrittura presso la Scuola Holden di Torino È stato ed è contributor per la Repubblica, Robinson, La Lettura, e per i magazine D – la Repubblica delle donne e F.