In queste pagine intense e coraggiose, Sgrena ripercorre trent’anni di giornalismo di guerra vissuto in prima linea, da donna. Dall’Algeria all’Iraq, dalla Somalia all’Afghanistan, raccontando da testimone diretta i conflitti più devastanti del nostro tempo e mostrando come la guerra sia tornata a essere una condizione ordinaria, in cui i popoli vengono oppressi, le donne violate, le verità manipolate. Si fa spazio uno sguardo che si sofferma sulle vittime, sulle sopravvissute, sulla forza e la resistenza di chi si trova a vivere sotto le bombe. Emergono incontri straordinari e il ricordo commosso di colleghe come Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, uccise per aver scelto di non tacere. Sgrena non elude neppure il dolore più intimo: il senso di colpa per la morte di Nicola Calipari, l’agente del Sismi che la liberò dal sequestro in Iraq nel 2005, ucciso da colpi americani durante il rientro verso l’aeroporto. Un lutto che si è sommato all’ingiusta accusa di aver “cercato” ciò che le era accaduto, solo perché donna, solo perché “non avrebbe dovuto essere lì”.
Giuliana Sgrena giornalista e scrittrice, è stata per anni inviata de il manifesto nei principali scenari di guerra contemporanei, affrontando con rigore e passione i temi legati all’islamismo e ai diritti femminili. Collabora con diverse testate italiane e internazionali, tra cui RaiNews24, il settimanale tedesco Die Zeit e la radio della Svizzera italiana. Tra i suoi libri Kahina contro i califfi (Datanews, 1997), Alla scuola dei taleban (Manifestolibri, 2002), Il fronte Iraq (Manifestolibri, 2004), Fuoco amico (Feltrinelli, 2005), Il prezzo del velo. La guerra dell’Islam contro le donne (Feltrinelli, 2008), Dio odia le donne (Il Saggiatore, 2016), Donne ingannate. Il velo come religione, identità e libertà (il Saggiatore, 2022).